Un meritato tributo alla memoria delle eroiche ischitane del passato

Non conosco ancora l’eco che ha prodotto sulla nostra isola l’evento che si è tenuto il 23 ottobre passato nella sala Antonio Pagano del Museo Diocesano di Ischia, e riservato alla storia affascinante delle Venditrici di frutta ischitane a Procida, ed in maggior dispiego di tutte le donne contadine delle zone più povere della nostra isola.

Ciò che è certo, e che posso raccontarvi ora, che si è trattato di una cosa memorabile, emozionante e coinvolgente per quanti hanno potuto e voluto parteciparvi. Tenevo tantissimo a questa manifestazione, io stesso di chiara estrazione contadina di cui vado fiero, e preparata già dal non lontano 2019, quando scrissi il saggio su quel tema, da cui ha preso le mosse l’evento. Saggio uscito a puntate in quell’anno sulle colonne del settimanale Kaire. E poi replicato sul periodico Procida Oggi.

La storia nella sua semplicità ci racconta le vicende e le differenziazioni economiche che in un passato non troppo recente, ma protrattosi fino agli albori degli anni settanta del novecento, contrapponevano Ischia con Procida, soprattutto ad inferire sul mondo contadino. Quello povero dei piccoli proprietari, dei coloni, fittavoli ed enfiteuti il più delle volte attanagliati da una economia miseramente di stretta sussistenza, ovvero di sopravvivenza.

Le donne che assurgevano in quei tempi a salvatrici delle loro famiglie. Silenziose, umili, decorose nella loro tenacia e abnegazione lavorativa, ma soprattutto forti e determinate nell’affiancare i loro uomini (padri, mariti, fratelli) nei bisogni primari delle loro famiglie. Senza soverchie rinunce alla loro femminilità che esibivano con un abbigliamento sobrio e con la cura indispensabile della loro persona, ma anche attendendo ad esempio alla cura dello spazio domestico: cucinare per tutta la famiglia, tenere in ordine la casa, cucire e rammendare, con un vezzo particolare per un balcone fiorito di gardenie, azalee, violacciocche selvatiche, fresie, fiori degli angeli, nominate con forme dialettali ora in disuso.

Ecco ho potuto raccontare tutte queste cose per averle osservate e vissute, seppure marginalmente, nella mia infanzia. Procida vista dalle donne contadine ischitane povere come la possibilità di portare a casa qualche soldino in più, perché isola da sempre più ricca di Ischia.

Contrapposte ai contadini procidani il più delle volte rifiutati come mariti dalle donne procidane, rivolte ad altri orizzonti economici più attraenti, ovvero i naviganti. Contadini che guardavano alle nostre contadine povere come un modello ideale di moglie, adusa ai lavori dei campi. Terreno fertile per uomini e donne. Gli uni accettati dalle prime, le seconde con la suggestione e la promessa concreta di un tenore di vita migliore per loro stesse e per i figli che ne sarebbero arrivati. Non posso dirvi di più per motivi di spazio, ma potrete trovare molto di più in questo articolo, dove è disponibile il breve saggio di cui vi ho detto.

Ho tuttavia il dovere di ringraziare il Garden club Isola d’Ischia e la sua presidente Nunzia Mattera Sena che con entusiasmo ha aderito alla mia sollecitazione di compartecipazione attiva all’evento. Un grazie che si dilunga alle numerose socie del Garden che hanno assistito con grande attenzione e coinvolgimento, ai familiari discendenti di alcune venditrici di frutta ischitane che si recavano a Procida, tra cui l’ultima vivente Maria Di Iorio. Della Molara Schiappone, della veneranda età di 94 anni. Il magnifico cantore popolare ischitano Denis Trani che ha allietato l’evento con sue belle interpretazioni. La bella e brava Milena Cassano che letto brani del mio racconto breve sul tema. La giovane imprenditrice agricola Anna Manna (Tenuta del Cannavale, Barano), che ha raccolto l’eredità delle contadine del passato, e per finire il maestro Giovanni de Angelis che con grande entusiasmo ha accolto l’idea del Centro Studi Isola d’Ischia di realizzare una scultura dedicata alla donna contadina ischitana del passato, da esporre in una piazza della nostra isola da individuare e proporre.


Francesco Mattera – presidente Centro Studi Isola d’Ischia A.P.S
Foto di Antonello De Rosa